Pit stop a Walperswil

Quando Oleksandr Partyshev è arrivato in Svizzera da Kiev a 16 anni ha dovuto lasciare i suoi cari nell’Ucraina in piena guerra. Ora nel nostro Paese ha trovato una nuova famiglia.

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Oleksandr Partyshev

Dalla capitale ucraina alle campagne del Seeland bernese: la nuova casa del talentuoso pilota ucraino Oleksandr Partyshev si chiama Walperswil. Lontano dal fratello, dai genitori e dagli amici. Arrivato in un Paese completamente sconosciuto, in un ambiente nuovo e in una nuova famiglia, Oleksandr deve anche affrontare una nuova lingua.

I paesini vicini si chiamano Hagneck, Täuffelen, Epsach, Kappelen, Kallnach. Poi ci sono un distributore di benzina, una bottega Volg, una chiesa, due bar, il complesso scolastico, un parrucchiere, un’agenzia immobiliare, il campetto della squadra di calcio locale e infine Caroline e Gérard Scheidegger. Questa è la Walperswil di Oleksandr.

Il giovane ucraino ci accoglie nella casa dei suoi genitori ospitanti. All’inizio è un po’ timido ma poi si lascia andare nel giro di pochi minuti e inizia a raccontare la sua storia in un inglese perfetto. «Sono anni che corro con i kart e che partecipo a corse automobilistiche. Fino a poco tempo fa gareggiavo nel campionato spagnolo di Formula 4 e ora mi metto alla prova in Formula 3». Nella primavera del 2022 Oleksandr ha ricevuto un’offerta dalla scuderia svizzera Jenzer, che lo voleva tra i propri piloti. Nello stesso momento in Ucraina scoppiava la guerra. «Con i miei genitori decidemmo che me ne sarei andato da Kiev e che mi sarei trasferito in Svizzera».

Non è la prima volta che Oleksandr trascorre un periodo all’estero. Da pilota ha già gareggiato, tra gli altri, in Francia, Italia, Spagna e persino negli Emirati Arabi Uniti. Ma ciononostante tutto d’un tratto si è ritrovato (quasi) completamente solo in un Paese straniero: «La mia famiglia ospitante mi ha riservato un’accoglienza straordinaria e ora qui mi sento come a casa. Sono tutti estremamente gentili e disponibili con me. Non poteva andarmi meglio», queste le belle parole del giovane ucraino nei confronti della gente che lo circonda.

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Fuggito in Svizzera a 16 anni dalla guerra in Ucraina: Oleksandr Partyshev
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Nel frattempo Oleksandr si è ambientato bene. Frequenta corsi di francese e di tedesco e ha già stretto amicizia con alcuni coetanei. Ha persino potuto rendere visita alla sua famiglia in Ucraina: «Ho avuto l’immensa fortuna di poter andare due settimane a Kiev, e l’anno scorso mio padre è venuto a trovarmi in Svizzera. Ma devo ammettere che essere perennemente lontano dai miei familiari è estremamente doloroso».

La sua famiglia ospitante è di grande aiuto. «Caroline e Gérard mi hanno accolto come un figlio». Il suo sguardo erra tra le Alpi bernesi: dalla sua stanza la vista sul Mitteland bernese è eccezionale. Pur essendo lontano dai suoi cari, a Oleksandr qui non manca nulla. «Ho la grande fortuna di poter contare sugli ottimi consigli di Gérard, che di lavoro fa il manager sportivo».

Quando all’epoca sono venuti a conoscenza del destino di Oleksandr, gli stessi Scheidegger non hanno esitato un secondo. «Andreas Jenzer dell’omonima scuderia già a fine febbraio mi chiese se potevamo ospitare un pilota ucraino. Poiché non abbiamo figli e da noi lo spazio non manca accettammo con piacere. Non avevamo idea di come sarebbe andata», dice Gérard Scheidegger. Secondo l’esperto manager sportivo il fatto che Oleksandr provenisse dal mondo dello sport si è rivelato un vantaggio. «Sono anni che assisto e accompagno giovani sportivi, e ovviamente si creano delle sinergie. Cerchiamo di creare un ambiente tranquillo e di soddisfare le sue esigenze». Per Caroline e Gérard Scheidegger la convivenza ormai è diventata qualcosa di naturale.

Gérard si dice positivamente sorpreso dalla facilità e dalla velocità con la quale il giovane ucraino è riuscito a integrarsi: «Oleksandr è una persona estremamente semplice, disponibile e umile. Queste caratteristiche si sposano molto bene con i nostri valori». Inoltre l’ex manager di hockey su ghiaccio (amministratore delegato a Davos, Langnau, Bienne e Losanna) apprezza il fatto che il ragazzo nutre grandi ambizioni. «Si vede che lo sport lo ha forgiato. Trovo positivo che abbia grandi piani e che punti in alto». Per Oleksandr ciò fa rima con Formula 1: «So quanto sarà difficile, anche solo dal punto di vista finanziario», chiosa Oleksandr, «ma ovviamente questo sarebbe il mio più grande sogno». E se non dovesse andare in porto, Oleksandr ha in testa anche un piano B: «Voglio continuare a crescere, anche sotto il profilo scolastico e professionale. E un giorno voglio assolutamente ripagare in qualche modo i miei genitori», afferma mentre si alza e inforca la bicicletta. È già ora della prossima lezione di tedesco.