Conclusione di nuovi partenariati in materia di migrazione

Nel 2022 la Svizzera ha intensificato la cooperazione con i Paesi di origine e di transito, anche attraverso due nuovi partenariati in materia di migrazione con la Georgia e la Macedonia del Nord.

Attualmente sono otto i Paesi partner con cui la Svizzera intrattiene partenariati formalizzati in materia di migrazione. Annette Matur-Weiss, caposezione Cooperazione internazionale, riassume così gli obiettivi: «Cerchiamo di considerare la migrazione come un fenomeno globale e completo. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra gli interessi della Svizzera, dei Paesi partner e dei migranti stessi. Idealmente, questo crea una situazione in cui tutte le parti coinvolte traggono beneficio. Ogni cooperazione ha un proprio profilo, una propria storia e sfide diverse; richiede quindi un approccio specifico.

Sfruttare le sinergie

L’approccio di partenariato si concentra anche molto sulla creazione di fiducia. Oltre a temi tradizionali come la riammissione, l’aiuto al ritorno, la politica in materia di visti o la lotta alla tratta di esseri umani, il partenariato comprende anche questioni riguardanti le sinergie tra migrazione e sviluppo e nel campo dei diritti umani. Matur-Weiss aggiunge: «Le sfide e le opportunità della migrazione possono essere affrontate solo attraverso il dialogo e la cooperazione tra i Paesi di origine, transito e destinazione». I partenariati in materia di migrazione costituiscono il quadro di riferimento per vari strumenti di politica estera in materia di migrazione e sono solitamente formalizzati attraverso una dichiarazione d’intenti (Memorandum of Understanding). «Per attuare i partenariati in materia di migrazione, organizziamo regolarmente incontri bilaterali per aggiornarci sugli sviluppi attuali e tematizzare le esigenze e le idee degli uni e degli altri in tema di cooperazione in materia di migrazione», spiega Matur-Weiss.

L’esempio emblematico della Georgia

L’esempio della Georgia mostra come possa essere messo in atto con successo un tale partenariato: «Tenendo presente l’interesse della Svizzera e le buone relazioni bilaterali, Svizzera e Georgia hanno firmato un partenariato in materia di migrazione a Tbilisi nel maggio 2022», spiega Abigaëlle Gotteland-Gobet, relatrice specializzata competente per la Divisione Cooperazione internazionale. «Il nostro obiettivo è promuovere la migrazione legale, rafforzare i diritti dei migranti e migliorare la gestione dei movimenti migratori», spiega l’esperta per la Georgia. «In questo modo intendiamo sfruttare meglio le sinergie tra i settori della salute, della politica in materia di sviluppo, della sicurezza e della migrazione».

La Macedonia del Nord è il quarto Paese balcanico a salire a bordo

Nel novembre 2022 è stato già concluso un ulteriore patto migratorio: la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha firmato a Berna un Memorandum of Understanding con la Macedonia del Nord. «Negli ultimi anni, la Svizzera e la Macedonia del Nord hanno intensificato la loro cooperazione al fine di gestire efficacemente i flussi migratori», afferma Marijana Rakic, relatrice specializzata della divisione Cooperazione internazionale. La Macedonia del Nord faceva già parte dello «Swiss Migration Strategic Framework for the Western Balkans 2020-2023». Inoltre, nel 2012 i due Paesi hanno concluso un accordo di riammissione. Da allora, il numero di domande d’asilo da parte di cittadini della Macedonia del Nord è diminuito significativamente.

La Svizzera ha già concluso tre partenariati in materia di migrazione con Paesi dei Balcani occidentali, ossia con Bosnia-Erzegovina, Serbia e Kosovo. Nella regione si fa sempre più insistente la richiesta di adottare approcci regionali, per esempio nella cooperazione riguardante il settore della protezione delle frontiere o della prevenzione della criminalità organizzata, in particolare del traffico di migranti. Grazie alla conclusione dei partenariati con la Georgia e la Macedonia del Nord, la cooperazione già esistente con questi due Paesi è stata istituzionalizzata e legittimata a lungo termine.

Politica migratoria estera della Svizzera

La divisione Cooperazione internazionale (DCI) è competente per l’attuazione della politica migratoria estera della Svizzera. La cooperazione con i Paesi di origine e di transito è fondamentale per una gestione efficace dei movimenti migratori. Negli ultimi anni, la Svizzera ha sviluppato diversi strumenti che le consentono di perseguire i propri interessi in materia di migrazione e di tenere conto al tempo stesso dei diversi gradi di cooperazione bilaterale: dialoghi bilaterali in materia di migrazione; accordi (accordi di riammissione; accordi a più largo spettro in materia di cooperazione in ambito migratorio; accordi di facilitazione del visto e di esenzione dal visto; accordi sullo scambio di giovani professionisti); partenariati in materia di migrazione. Inoltre, la DCI finanzia e accompagna progetti nel campo della protezione e dei diritti dei migranti o per rafforzare le strutture nazionali per la migrazione e i rifugiati nelle regioni di origine e di transito.


Partenariati in materia di migrazione conclusi dalla Svizzera

  • Bosnia e Erzegovina (2009)
  • Serbia (2009)
  • Kosovo (2010)
  • Nigeria (2011)
  • Tunisia (2012)
  • Sri Lanka (2018)
  • Macedonia del Nord (2022)
  • Georgia (2022)

Le condizioni di base per un partenariato in materia di migrazione sono un interesse della Svizzera sotto il profilo della politica migratoria, buone relazioni bilaterali, una cooperazione ben funzionante nel settore del ritorno, una situazione politica stabile nel Paese partner e una prospettiva a lungo termine.