Attualmente sono otto i Paesi partner con cui la Svizzera intrattiene partenariati formalizzati in materia di migrazione. Annette Matur-Weiss, caposezione Cooperazione internazionale, riassume così gli obiettivi: «Cerchiamo di considerare la migrazione come un fenomeno globale e completo. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra gli interessi della Svizzera, dei Paesi partner e dei migranti stessi. Idealmente, questo crea una situazione in cui tutte le parti coinvolte traggono beneficio. Ogni cooperazione ha un proprio profilo, una propria storia e sfide diverse; richiede quindi un approccio specifico.
Sfruttare le sinergie
L’approccio di partenariato si concentra anche molto sulla creazione di fiducia. Oltre a temi tradizionali come la riammissione, l’aiuto al ritorno, la politica in materia di visti o la lotta alla tratta di esseri umani, il partenariato comprende anche questioni riguardanti le sinergie tra migrazione e sviluppo e nel campo dei diritti umani. Matur-Weiss aggiunge: «Le sfide e le opportunità della migrazione possono essere affrontate solo attraverso il dialogo e la cooperazione tra i Paesi di origine, transito e destinazione». I partenariati in materia di migrazione costituiscono il quadro di riferimento per vari strumenti di politica estera in materia di migrazione e sono solitamente formalizzati attraverso una dichiarazione d’intenti (Memorandum of Understanding). «Per attuare i partenariati in materia di migrazione, organizziamo regolarmente incontri bilaterali per aggiornarci sugli sviluppi attuali e tematizzare le esigenze e le idee degli uni e degli altri in tema di cooperazione in materia di migrazione», spiega Matur-Weiss.
L’esempio emblematico della Georgia
L’esempio della Georgia mostra come possa essere messo in atto con successo un tale partenariato: «Tenendo presente l’interesse della Svizzera e le buone relazioni bilaterali, Svizzera e Georgia hanno firmato un partenariato in materia di migrazione a Tbilisi nel maggio 2022», spiega Abigaëlle Gotteland-Gobet, relatrice specializzata competente per la Divisione Cooperazione internazionale. «Il nostro obiettivo è promuovere la migrazione legale, rafforzare i diritti dei migranti e migliorare la gestione dei movimenti migratori», spiega l’esperta per la Georgia. «In questo modo intendiamo sfruttare meglio le sinergie tra i settori della salute, della politica in materia di sviluppo, della sicurezza e della migrazione».
La Macedonia del Nord è il quarto Paese balcanico a salire a bordo
Nel novembre 2022 è stato già concluso un ulteriore patto migratorio: la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha firmato a Berna un Memorandum of Understanding
con la Macedonia del Nord. «Negli ultimi anni, la Svizzera e la Macedonia del Nord hanno intensificato la loro cooperazione al fine di gestire efficacemente i flussi migratori», afferma Marijana Rakic, relatrice specializzata della divisione Cooperazione internazionale. La Macedonia del Nord faceva già parte dello «Swiss Migration Strategic Framework for the Western Balkans 2020-2023». Inoltre, nel 2012 i due Paesi hanno concluso un accordo di riammissione. Da allora, il numero di domande d’asilo da parte di cittadini della Macedonia del Nord è diminuito significativamente.
La Svizzera ha già concluso tre partenariati in materia di migrazione con Paesi dei Balcani occidentali, ossia con Bosnia-Erzegovina, Serbia e Kosovo. Nella regione si fa sempre più insistente la richiesta di adottare approcci regionali, per esempio nella cooperazione riguardante il settore della protezione delle frontiere o della prevenzione della criminalità organizzata, in particolare del traffico di migranti. Grazie alla conclusione dei partenariati con la Georgia e la Macedonia del Nord, la cooperazione già esistente con questi due Paesi è stata istituzionalizzata e legittimata a lungo termine.